• Daniel Giuliani

Meditazione

In questa categoria del Blog intendiamo dare un punto di vista, un approccio alla pratica della meditazione. Partiamo dalla domanda:


Che cos'è la meditazione?

Anzitutto è bene specificare che vi sono diversi tipi di meditazione e, cosa più importante, che ci sono diversi canali preferenziali.


Non tutte le meditazioni vanno bene per tutte le persone e per tutti gli scopi.

Già, perché ogni persona si approccia alla meditazione per i propri motivi, seguendo il proprio percorso.

Come nella maggior parte delle discipline, non c’è un metodo perfetto per tutti.




E’ importante però definire genericamente cosa è la meditazione.


La meditazione è l’esercizio che allena la nostra capacità di gestire ( o meglio far fluire ) la nostra mente.


Possiamo dividere i diversi tipi di meditazione in due grossi rami:

Meditazione inclusiva / riflessiva

Meditazione esclusiva / recettiva


Con la meditazione inclusiva alleniamo la nostra coscienza a focalizzarsi su un oggetto. Un’immagine, una parte del corpo, un suono, un pensiero.


Con la meditazione esclusiva alleniamo la nostra coscienza a quietarsi.

Assenza di pensiero, un mantra, una preghiera, osservazione senza giudizio.


C’è caso che una tipologia di meditazione non sia “momentaneamente” adatta ad una specifica persona o al suo specifico bisogno. Ciò nonostante entrambe le tipologie di meditazione allenano una competenza specifica della nostra mente.


Provare, perseverare e osservare.


Ogni esercizio che troverete in questa categoria di post potrà essere eseguito senza competenze pregresse e senza sforzo.

Immaginate la vostra attenzione come un faro da teatro, potete ridurre al minimo l’apertura del diaframma e la luce metterà in risalto un singolo elemento facendo sfumare ogni altra cosa sul palco. Possiamo anche allargare il diaframma ed illuminare contemporaneamente tutto il palco e tutti gli elementi presenti.



La parte più importante però dipende dall'atteggiamento che assumiamo per svolgere questi esercizi. Sbagliare è giusto, fare un esercizio non significa riuscire; significa sbagliare, riconoscere l’errore ed imparare da esso.


Nella meditazione è la stessa cosa, non è importante quante volte l’oggetto (il pensiero, l’immagine, il mantra, ecc) illuminato dal faro si sposti e il faro inizi a vagare per il palco senza meta, l’importante è accorgersi che la nostra attenzione non è più sull’oggetto e riportarla dolcemente ad illuminare ciò che ci eravamo prefissati.


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