• simodelve

Il Qui e Ora

Il “Qui e Ora” (da adesso, per semplicità lo chiamerò QeO) non è un luogo in cui alloggiare o da ricercare.

Il QeO non ha un minutaggio calcolabile, se non dall'esterno. Non posso rimanere nel qui e ora per un certo periodo di tempo, cronometrandolo dallo stesso QeO. Posso cronometrarlo solo dal momento in cui sono già da qualche altra parte.


Essere nel qui e ora è una tendenza, è un mezzo per avere accesso ad uno stato di coscienza differente da quello ordinario in cui viviamo travolti dagli impegni, dal lavoro, dalle pressioni delle regole e dall'ambiente che ci circonda. È impossibile descriverlo dettagliatamente ed esaurientemente da fuori. Bisogna esperirlo.


Nell'ambito dello sport può essere paragonato ai periodi di flow experience.

Si sente spesso parlare di quel momento in cui, per esempio, un giocatore di basket quando esegue un tiro libero perde la percezione di ciò che ha intorno e dice di rimanere da solo con il canestro e la palla. In quei momenti, il tiro libero è un punto assicurato.

Nel tiro con l'arco si parla di una assurda visualizzazione in cui il bersaglio si avvicina alla punta della freccia ed il tiratore può facilmente mirare il centro. Nel momento dello scocco, la freccia raggiunge il cuore perfetto dell'obiettivo.


Sono quei momenti che mentre vengono vissuti il tempo non passa mai, quando si esce dal QeO sembra che tutto sia finito in un baleno.

Quando il mio corpo si muove da solo senza tensioni o resistenze e sembra che sia governato da qualcun altro rispetto a me stesso.

Quando si è talmente concentrati su un punto, che si inizia a sudare o ad avere reazioni fisiche per la concentrazione mirata su una singola azione, come un laser che concentra la luce in un fascio unico.

Imparare a concentrarsi su ciò che si sta facendo è il primo passo per svolgere bene il proprio compito. Lo svolgere i propri compiti con regolarità e forza di volontà porta ad un miglioramento del risultato. Semplice no? E allora perché fatichiamo a concentrarci su un singolo compito? Perché non sappiamo concentrarci, perché non alleniamo la nostra forza di volontà, perché non persistiamo, perché ci alleniamo troppo poco, perché studiamo troppo poco!


Anche solo mentre laviamo i piatti. Mediamente ci ritroviamo a pensare a quale pizza ordinare la sera per cena senza essere presenti nel compito. Badate bene, ho detto “mediamente” e significa che siamo fuori dalla normalità. Svolgere un compito normalmente richiede il tipo di concentrazione di cui ho parlato poco sopra.


Il QeO è il segreto.


E come tale va scoperto in prima persona. Diventa praticamente inutile stare a filosofeggiare sopra a tale tendenza. Diventa praticamente utile iniziare a lavorare, allenarsi e sforzarsi costantemente di capirlo nel tentativo di raggiungerlo. Chissà, magari qualcuno poi ci riuscirà.



Imparare solo a concentrarsi è però relativamente semplice.

Il secondo passo è quello di dividere l'attenzione in almeno due direzioni: la prima è quella che abbiamo descritto ora, sul compito che si sta svolgendo. La seconda è quella di concentrarsi sulle sensazioni che quel compito provoca in noi, senza perdere l'altra metà dell'attenzione su ciò che si sta facendo.


Mentre lavo i piatti che postura ho? Sto stringendo i denti? Sto usando molta più forza e velocità di quella necessaria? Mentre lavo i piatti provo fastidio o piacere? Provo quel senso di “perdita di tempo”? Come è distrubuito il peso del mio corpo sui piedi? L'acqua è calda o fredda? È troppo calda per me? Troppo fredda per me?

E si potrebbe andare avanti per pagine intere.


E così sviluppiamo l'attenzione divisa. Poi possiamo allenare e applicare quella tripartita e via discorrendo fino ad un teorico infinito. È un lavoro incessante, costante, che richiede tenacia, disciplina, forza di volontà e dura tutta la vita.


Francis Lucille ci insegna:

Non rifiutare le sensazioni del corpo né le emozioni che ti si presentano. Lasciale sbocciare pienamente nella tua consapevolezza senza alcuna meta e senza nessuna interferenza della volontà. In modo progressivo, l'energia potenziale imprigionata nelle tensioni muscolari si libera; il dinamismo della struttura psicosomatica si esaurisce e allora avviene il ritorno verso la stabilità fondamentale.

Buon "momento presente" a tutti!

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